BONUCCI, Silvia - Voci di un tempo

La storia di una famiglia di ebrei triestini dall'inizio del Novecento sino alla seconda guerra mondiale. Sullo sfondo delle vicende famigliari, il lettore attraversa la sfavillante vita mondana di inizio secolo, gli ambienti della Trieste ebraica, le vicende dell'irridentismo, la scoperta della psicoanalisi, la decadenza economica e finanziaria di un mondo, lo squallore culturale del fascismo.

Silvia Bonucci (Monza, 1964) è una scrittrice e traduttrice italiana.
Laureata in lingue all'Università parigina della Sorbona, e dopo aver completato gli studi in traduzione all’École Supérieure d’Interprètes et de Traducteurs, si trasferisce nel 1988 a Roma dove lavora come traduttrice, principalmente nel campo del cinema e dell’arte. Esordisce nella letteratura nel 2003 con il romanzo Voci d’un tempo, che ha vinto nel 2003 il premio Regium Julii e il premio Zerilli Marimò[1][2] ed è stato tradotto in Francia e negli Stati Uniti. Nel 2006 pubblica il suo secondo romanzo, Gli ultimi figli, la storia di una famiglia di coloni in Maremma[3]. Nel 2011, pubblica con Sironi editore "Distanza di fuga" [4] ambientato a Genova che narra il dolore di Zoe, il cui padre è stato ucciso alla fine degli anni 70 dalle Brigate Rosse.
È stata una figura importante del movimento dei girotondini[5], ed una delle fondatrici, nel 2002, del movimento "Girotondi per la democrazia", formatosi per protestare contro l'allora governo Berlusconi [6]

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