GIORDANO Paolo - La Solitudine dei numeri primi

Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima 2008
Nella serie infinita dei numeri naturali, esistono alcuni numeri speciali, i numeri primi, divisibili solo per se stessi e per uno. Se ne stanno come tutti gli altri schiacciati tra due numeri, ma hanno qualcosa di strano, si distinguono dagli altri e conservano un alone di seducente mistero che ha catturato l'interesse di generazioni di matematici. Fra questi, esistono poi dei numeri ancora più particolari e affascinanti, gli studiosi li hanno definiti "primi gemelli": sono due numeri primi separati da un unico numero. L'11 e il 13, il 17 e il 19, il 41 e il 43… A mano a mano che si va avanti questi numeri compaiono sempre con minore frequenza, ma, gli studiosi assicurano, anche quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatterà in altri due gemelli, stretti l'uno all'altro nella loro solitudine.
Mattia e Alice, i protagonisti di questo romanzo, sono così, due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturità. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Alice e Mattia, portano dentro e fuori di sé i segni di un passato terribile. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli a un isolamento atrocemente arreso. Paolo Giordano descrive la parabola di queste due giovani esistenze attraverso parole commosse eppure lucidissime. Il tono del romanzo cresce non appena ci si inoltra nel racconto e nelle vite dei protagonisti. Anche la sintassi e la complessità della frase si evolvono a mano a mano che i due ragazzi crescono, guidandoci in un percorso che conduce lentamente verso significati più acuti. Le descrizioni quasi elementari dei primi capitoli, quando le vite di Mattia e Alice devono ancora incrociarsi, lasciano il posto a una profondità di pensiero imprevedibile e inaspettata. Il linguaggio si affina, le frasi si intrecciano, i pensieri si complicano.

Paolo Giordano nasce a Torino nel 1982. Dopo aver frequentato il liceo scientifico si iscrive all’Università degli studi di Torino dove consegue una laurea specialistica in fisica. Vince una borsa di studio per frequentare un corso di dottorato che ha concluso nel 2010.
Paolo Giordano possiede però una grande passione per la scrittura. Tra il 2006 e il 2007 frequenta due corsi esterni della famosa Scuola Holden di Torino diretta da Alessandro Baricco. Proprio durante questi corsi conosce la donna che diventerà in seguito la sua agente e il suo editor, Raffaella Lops.
Nel 2008 inizia per Paolo Giordano una carriera letteraria molto proficua. Pubblica infatti con la casa editrice Mondadori il suo primo romanzo dal titolo “La solitudine dei numeri primi”. Grazie a questo romanzo Paolo Giordano si aggiudica la vittoria del Premio Campiello Opera Prima, del Premio Fiesole Narrativa Under 40, del Premio Letterario Merck Serono nonché del prestigioso Premio Strega. Il romanzo non si aggiudica solo riconoscimenti da parte della critica ma anche del pubblico che lo fa balzare in cima alle classifiche dei libri più venduti dove ancora oggi, a distanza di due anni, continua a comparire. Da questo romanzo è anche stato tratto un film omonimo diretto da Saverio Costanzo.
Scrive anche una rubrica per la rivista Gioia. Qui, partendo da una notizia e da un numero, Paolo Giordano pubblica periodicamente un nuovo racconto. Tra le sue altre pubblicazioni dobbiamo inoltre ricordare il racconto dal titolo “La pinna caudale” per la rivista Nuovi Argomenti, il racconto “Vitto in the Box” per Il corriere della letteratura e il racconto “Mundele” nato da un’esperienza in Congo con Medici Senza Frontiere e pubblicato nell’antologia “Mondi al limite”.

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