ARPINO Giovanni - Una nuvola d'Ira

Torino, all’inizio degli anni Sessanta, è l’epicentro del boom economico. In un fine settimana che già indulge agli attuali riti dello svago e del consumo, tre operai, militanti comunisti, vanno incontro al proprio destino. Matteo, Angelo e Sperata sono i vertici di un triangolo d’amore e d’amicizia, ma rappresentano il naufragio di un’utopia esistenziale e politica. Vorrebbero sentirsi diversi, migliori dei propri compagni, ma scoprono di essere fragili e vulnerabili come gli altri: per salvarsi dall’alienazione scontano la dinamica di una progressiva integrazione, e ne pagano il prezzo più alto.
Giovanni Arpino li sorprende dentro una città i cui colori, di un autunno tardo e nebbioso, sono quelli del dramma che stanno vivendo: le parole convulse e i gelidi silenzi con cui i tre personaggi sembrano proteggere il segreto della loro unione o il segno della propria colpa, presagiscono in realtà una dura cognizione del dolore.

Giovanni Arpino nasce a Pola il 27 gennaio 1927 da genitori piemontesi. Si trasferisce prima a Bra, dove trascorse la giovinezza - braidese dunque si definiva e a Bra aveva sposato, giovanissimo, Caterina, sua compagna sino all'ultimo - poi a Torino, dove rimane per il resto della sua vita.
Laureatosi con una tesi su Esenin nel 1951, nell'anno successivo esordisce come romanziere presso Einaudi. Parallelamente alla sua attività di romanziere collabora con i quotidiani La Stampa e Il Giornale, come critico e giornalista sportivo. Scrive anche drammi, racconti, epigrammi, novelle per l'infanzia e un romanzo di argomento calcistico, Azzurro tenebra (1977).
Come giornalista sportivo racconta il calcio, e lo sport in generale, con ironia e passione, elevando un genere da molti considerato di seconda categoria a fenomeno culturale. Fa conoscere in Italia lo scrittore Osvaldo Soriano e vince il Premio Strega nel 1964 con L'ombra delle colline, il Premio Campiello nel 1972 con Randagio è l'eroe e il SuperCampiello nel 1980 con Il fratello italiano.
Dal suo racconto Il buio e il miele sono stati tratti due film: Profumo di donna, di Dino Risi (con Vittorio Gassman), e Scent of a woman, di Martin Brest (con Al Pacino, premio Oscar nel 1993). Scompare a Torino, il 10 dicembre 1987.

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