KAFKA Franz - Il Processo

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere".
Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica.
E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

Franz Kafka, nasce a Praga nel 1883, figlio di un agiato commerciante ebreo con cui ebbe un rapporto tormentoso, in parte documentato dalla drammatica Lettera al padre (Brief am den Vater, 1919).
Angoscio sa la sua ricerca di stabilità sentimentale che non fu mai raggiunta: il fidanzamento con Felice Bauer, interrotto, ripreso, poi definitivamente sciolto (1914), l'amore per Milena Jesenska (1920-1922: notevoli le Lettere a Milena, Briefe an Milena), la relazione con Dora Dymant (con cui convisse fino al 1923). Franz Kafka si laureò in giurisprudenza nel 1906, si impiegò in una compagnia di assicurazioni (1908-1917), poi presso un istituto di assicurazioni di infortuni sul lavoro. Malato di tubercolosi, nel 1910-12 soggiorna a Riva del Garda, nel 1920 a Merano, poi a Kirling presso Vienna, dove morì.
Era il 3 giugno 1924.

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